Come bottiglie.
Per sentirci vivi dobbiamo avere la vita sempre piena di qualche cosa.
La base, la fa la direzione che abbiamo dato alla nostra vita, ed è la parte più importante, come se fosse il vitigno di provenienza. E' quella che si costruisce più a lungo, con diversi elementi, e che non smette mai di crescere. Ci sono la scuola e le scelte accademiche, c'è la nostra educazione, ci sono le nostre aspirazioni, ma ci sono anche e soprattutto le priorità che vogliamo idealmente darci. Con un occhio alla carta millesimata, all'interno della bottiglia i nostri "ingredienti" si compongono e si susseguono, secondo una formula chimica che decidiamo solo noi. Ci sono i valori: l'amicizia, la famiglia, la carriera. Ci sono gli strumenti che usiamo per miscelarli insieme, onestà, coscienza e incoscienza.
E ci sono, anche, i fattori esterni: destino, fortuna, eventi imprevisti, gioiosi e dolorosi. C'è l'amore, anche. Deve partire da noi, come quello del mastro vinaio, perchè il bouquet sia ampio e profumato e il nostro io sia armonioso. C'è l'amore che arriva, presto o tardi, che ti prende e apre le tue prospettive, ti distoglie dalla visione esclusiva della tua piccola vigna, e mette passione a quello che fai.
Poi, certo, le bottiglie si riempiono, ma si svuotano anche. Non è sempre facile fare i conti con sè stessi, non sempre le direzioni che prendiamo sono felici, spesso evitiamo di esprimerci al meglio perchè condizionati da fattori esterni. Come se ci nascondessimo in cantina per troppo, troppo tempo, dimenticando dolci pendii e il sole. Non è giusto, ovviamente. Ma a decidere se il bicchiere è mezzo pieno, o mezzo vuoto, ci siamo sempre, e soltanto, noi.
sabato 14 agosto 2010
venerdì 13 agosto 2010
Sciamu a ballare
Gli amici pazzi sono LOST IN SALENTO.
Di loro arrivano notizie decisamente frammentarie. Incursioni velocissime su facebook, per dichiarare, a 5 giorni dalla partenza, che "finalmente mi sto abbronzando"; oppure per sbandierare un fiero en plein: "5 serate = 5 devasti". Non va molto meglio con gli sms. Spiagge affollate, peccato che le domande fossero altre. Sms nel cuore delle loro notti felici e alcoliche e le zampate monelle: muovetevi ad arrivare che ci baciamo tutti.
Io e la Manu non possiamo fare altro che sorridere. Perchè, nonostante l'apparenza maliziosa, quello che emerge è un sano cameratismo, anche nei nostri confronti. Lo avevo scritto qualche post fa: loro sono davvero una ventata di freschezza. Quella che ci voleva, da un po' di tempo a questa parte. Quella che desidero respirare ancora in questa vacanza, che finalmente sta arrivando anche per me.
Sono talmente pazzi da farmi sembrare quasi normale.
Di loro arrivano notizie decisamente frammentarie. Incursioni velocissime su facebook, per dichiarare, a 5 giorni dalla partenza, che "finalmente mi sto abbronzando"; oppure per sbandierare un fiero en plein: "5 serate = 5 devasti". Non va molto meglio con gli sms. Spiagge affollate, peccato che le domande fossero altre. Sms nel cuore delle loro notti felici e alcoliche e le zampate monelle: muovetevi ad arrivare che ci baciamo tutti.
Io e la Manu non possiamo fare altro che sorridere. Perchè, nonostante l'apparenza maliziosa, quello che emerge è un sano cameratismo, anche nei nostri confronti. Lo avevo scritto qualche post fa: loro sono davvero una ventata di freschezza. Quella che ci voleva, da un po' di tempo a questa parte. Quella che desidero respirare ancora in questa vacanza, che finalmente sta arrivando anche per me.
Sono talmente pazzi da farmi sembrare quasi normale.
mercoledì 11 agosto 2010
Un posto a tavola

"Cara, pensavo di invitare alcuni amici per cena".
Questa frase da film in bianco e nero, interno giorno, donna con vitino sottile evidenziato da cintura chiara e gonna ampia a metà ginocchio, si traduce diversamente, nel mio caso.
La "cara" è la sorellina, e la "cena"...
Doverosa premessa.
La casa è la mia, quella nuova, quella che andrò ad abitare dopo le ferie. Una casa tanto carina, ha la soffitta, e ha la cucina. Ma senza gas, ma senza acqua, e senza frigorifero. Quindi, per il momento, non funzionale. Ma che altro c'è in questa casa? La luce e la cabina armadio. Uno specchio in bagno (e questo, il "cessetto", come lo chiama la Vero, ha l'acqua). Basta.
Ecco perchè il concetto di "cena" assume un senso lato. Non si può cucinare e non ci si può sedere neanche intorno a un tavolo, perchè quello, bellissimo, è ancora nelle amorevoli mani della mia restauratrice preferita, e le sedie ci sono, ma ancora da montare. Non c'è niente in fresco da tirare fuori dal frigo. Eppure...
Eppure ci sono gli amici. A dire il vero ce ne sono tanti, che compaiono nella lista ideale degli invitati, tantissimi. Che verranno, un po' alla volta, perchè tutti insieme è impossibile, anche ora che i mobili non ci sono. E magari potranno sedersi! In ogni caso, loro ci sono e io risolvo.
Lunedì, 9 agosto 2010, è sera e non ci sono prati, non ci sono alberi, non c'è un ruscello vicino, o un fiume, o una fonte. Ma c'è un picnic. Tra mura bianche e sedie inscatolate e cuscini colorati, c'è una tovaglia stesa sul pavimento. E poi c'è un citofono che suona, finalmente. Suona e ci sono delle pizze, made in Isola, e delle birre ghiacciate in un sacchetto. Una rotella, delle posate, degli Oro Ciok come dessert, un balcone per fumare, per chi vuole.
Certo, il pavimento è duro. Certo, il caffè è del cugino-vicino di casa. Ma era perfetto così. E prometto: lo sarà ancora, ripetutamente, con chi occupa un posto nel mio cuore. La mia casa è la vostra casa, amici!
domenica 8 agosto 2010
Come Mary
Puoi nasconderti sotto le coperte
A rimuginare i tuoi dolori
Mettere una croce sui tuoi vecchi amori
Disperdere rose nella pioggia
Sprecare la tua estate pregando inutilmente
Che da queste strade si levi un redentore
Bene, io non sono un eroe
Questo lo sanno tutti
E l'unica redenzione che ti posso offrire, ragazza
Sta sotto questo sporco cofano (della macchina)
Con una possibilità di renderlo in qualche modo migliore
Ehi, cos'altro ci rimane da fare
Se non tirare giù il finestrino
E lasciare che il vento spinga
Indietro i tuoi capelli
La notte è tutta per noi
Questa strada a due corsie ci porterà ovunque vogliamo
Abbiamo un'ultima possibilità per avverare i nostri sogni
Avverare i nostri sogni. Inseguirli, ma con il vento tra i capelli, pensieri leggeri, vivendo il momento. Ma non la sento come ultima possibilità, tutt'altro. Soprattutto quando smetto di pensare al giudizio degli altri, soprattutto quando mi concentro su me stessa e mi ascolto.
In ogni caso. Anche io sogno la mia Thunder Road.
A rimuginare i tuoi dolori
Mettere una croce sui tuoi vecchi amori
Disperdere rose nella pioggia
Sprecare la tua estate pregando inutilmente
Che da queste strade si levi un redentore
Bene, io non sono un eroe
Questo lo sanno tutti
E l'unica redenzione che ti posso offrire, ragazza
Sta sotto questo sporco cofano (della macchina)
Con una possibilità di renderlo in qualche modo migliore
Ehi, cos'altro ci rimane da fare
Se non tirare giù il finestrino
E lasciare che il vento spinga
Indietro i tuoi capelli
La notte è tutta per noi
Questa strada a due corsie ci porterà ovunque vogliamo
Abbiamo un'ultima possibilità per avverare i nostri sogni
Avverare i nostri sogni. Inseguirli, ma con il vento tra i capelli, pensieri leggeri, vivendo il momento. Ma non la sento come ultima possibilità, tutt'altro. Soprattutto quando smetto di pensare al giudizio degli altri, soprattutto quando mi concentro su me stessa e mi ascolto.
In ogni caso. Anche io sogno la mia Thunder Road.
sabato 7 agosto 2010
Angoscia
Ieri scherzavo su facebook con due amiche giornaliste, che per un periodo sono state quasi colleghe, sulle notizie che avrei affrontato nel mio pomeriggio radiofonico. Mi sono augurata solo belle notizie, venivo da due giorni di riposo, avevo il sole dentro e fuori dalla finestra.
Evidentemente un giornalista non deve mai augurarsi niente del genere. Loro, le due Chiare, mi avevano dato già un assaggio. Ma non potevo immaginare.
Qui a Milano, neanche troppo lontano da Lambrate, una donna è stata uccisa a pugni. A pugni. Per strada, senza motivo. Un pazzo le si è avventato contro, l'ha sbattuta contro una vetrina, e le ha sfasciato il viso, per mezz'ora, a cavalcioni. Lui non la vedeva nemmeno, ha continuato anche quando le nocche hanno iniziato a scoprirsi, fino alle ossa, che si sono fratturate. Una bestia. Un animale, fermo su questa piccola 41enne, che non ha potuto opporre resistenza. I passanti gelati dall'orrore, il sangue che è schizzato fino a metà della vetrina, che ha iniziato ad arrossare il marciapiede. Dopo mezz'ora, il mostro è stato bloccato da 8 persone. OTTO persone. Sedato, buttato in carcere. La donna è morta, dopo tre ore di agonia.
Non ho esagerato, e non l'ho fatto neanche per sadismo. E' quello che è successo. Sono scioccata. Lui era depresso, la fidanzata lo aveva lasciato, il genere femminile gli era nemico, a prescindere. Niente, niente del tutto, potrà mai giustificare quello che ha fatto.
Lei era una piccola filippina, ma poteva essere ognuna di noi.
Che senso ha?
Evidentemente un giornalista non deve mai augurarsi niente del genere. Loro, le due Chiare, mi avevano dato già un assaggio. Ma non potevo immaginare.
Qui a Milano, neanche troppo lontano da Lambrate, una donna è stata uccisa a pugni. A pugni. Per strada, senza motivo. Un pazzo le si è avventato contro, l'ha sbattuta contro una vetrina, e le ha sfasciato il viso, per mezz'ora, a cavalcioni. Lui non la vedeva nemmeno, ha continuato anche quando le nocche hanno iniziato a scoprirsi, fino alle ossa, che si sono fratturate. Una bestia. Un animale, fermo su questa piccola 41enne, che non ha potuto opporre resistenza. I passanti gelati dall'orrore, il sangue che è schizzato fino a metà della vetrina, che ha iniziato ad arrossare il marciapiede. Dopo mezz'ora, il mostro è stato bloccato da 8 persone. OTTO persone. Sedato, buttato in carcere. La donna è morta, dopo tre ore di agonia.
Non ho esagerato, e non l'ho fatto neanche per sadismo. E' quello che è successo. Sono scioccata. Lui era depresso, la fidanzata lo aveva lasciato, il genere femminile gli era nemico, a prescindere. Niente, niente del tutto, potrà mai giustificare quello che ha fatto.
Lei era una piccola filippina, ma poteva essere ognuna di noi.
Che senso ha?
venerdì 6 agosto 2010
Sbaraccamento
Agosto, mese di vacanze.
Non ce n'è, checchè se ne dica. Oggi è 6, per chi non è ancoa partito sembra già di stare in un altro mondo, e tra altri 7 giorni questo mondo diverrà lunare.
Hai voglia a dire: stacco la spina. E' solo uno spostamento verso un altro posto che sarà affollatissimo, anche se molto, molto più informale. E spesso, un posto in cui troverai facce conosciute e acenti simili ai tuoi. Siamo morti di afa a luglio, e adesso, che il sole e limpido e son ben più che gradevoli, si viaggia, si lasciano le città. Però forse, in certi momenti della vita, va anche bene così.
In ogni caso, Milano è bellissima, ormai da un paio di settimane. C'è una luce diversa, ci sono parcheggi, si vedono gli alberi, e i viali, personi i colori dei semafori sembrano più rilassanti. Ci sono i lavori, cantieri che ti deviano su altri percorsi senza aver la sensazione che il nervoso ti deformi la faccia. E la guardo, i balconi decorati, le terrazze piene di fiori, quelle vie che non sembra neanche di essere in città.
Partirò anche io, quest'agosto, come tutti. Tornerò e la ritroverò matta come un cavallo, che scalpita in una stalla troppo stretta. Tornerò e la vita ricomincerà a girare veloce, e mi piacerà anche. Per il momento mi godo questo sound lento, per il momento, vorrei solo avere la Vespa di Nanni Moretti e girare, piano, in mezzo a quelle strade.
Non ce n'è, checchè se ne dica. Oggi è 6, per chi non è ancoa partito sembra già di stare in un altro mondo, e tra altri 7 giorni questo mondo diverrà lunare.
Hai voglia a dire: stacco la spina. E' solo uno spostamento verso un altro posto che sarà affollatissimo, anche se molto, molto più informale. E spesso, un posto in cui troverai facce conosciute e acenti simili ai tuoi. Siamo morti di afa a luglio, e adesso, che il sole e limpido e son ben più che gradevoli, si viaggia, si lasciano le città. Però forse, in certi momenti della vita, va anche bene così.
In ogni caso, Milano è bellissima, ormai da un paio di settimane. C'è una luce diversa, ci sono parcheggi, si vedono gli alberi, e i viali, personi i colori dei semafori sembrano più rilassanti. Ci sono i lavori, cantieri che ti deviano su altri percorsi senza aver la sensazione che il nervoso ti deformi la faccia. E la guardo, i balconi decorati, le terrazze piene di fiori, quelle vie che non sembra neanche di essere in città.
Partirò anche io, quest'agosto, come tutti. Tornerò e la ritroverò matta come un cavallo, che scalpita in una stalla troppo stretta. Tornerò e la vita ricomincerà a girare veloce, e mi piacerà anche. Per il momento mi godo questo sound lento, per il momento, vorrei solo avere la Vespa di Nanni Moretti e girare, piano, in mezzo a quelle strade.
lunedì 2 agosto 2010
Boccioli di felicità
Piccole vite.
Due batuffoli di due mesi, un maschio e una femmina. Con mani e dita perfette, che si stringono a pugno quando mangiano, che si distendono nel momento del sonno, che ti afferrano il braccio quando, a pancia sotto, li porti giù dalle scale. Gemelli, ma già tanto diversi tra loro. Lui odia il sole, e quando è a spasso non dorme e si guarda intorno, con quegli enormi occhi azzurri; lei, da vera donnina, il sole lo adora, lei si prende tutte le coccole ed è già gelosa, e non sta mai ferma. I piccoli sono già a spasso, nel loro passeggino doppio, perchè i genitori sono organizzatissimi e, nello stesso tempo, determinati a non lasciarsi prendere dall'ansia. E' quindi la formazione completa che colpisce: genitori giovani e belli, che si godono i loro piccoli miracoli con il sorriso, con estrema serenità, tanto da far sembrare tutto semplice. Ieri una gita in montagna per raggiungerli, una lunga passeggiata tra la pineta e il piccolo centro affollato, tra i fiori, una bibita al bar e, più tardi, l'aperitivo.
Ti scopri, in giornate come questa, impalata ad ammirare con stupore il senso della felicità, diverso da quello che stai inseguendo tu. Non è confronto, ma è come se ti affacciassi ad una finestra aperta su un panorama nuovo, e te lo godi, lo respiri a pieni polmoni, socchiudendo appena gli occhi.
Due batuffoli di due mesi, un maschio e una femmina. Con mani e dita perfette, che si stringono a pugno quando mangiano, che si distendono nel momento del sonno, che ti afferrano il braccio quando, a pancia sotto, li porti giù dalle scale. Gemelli, ma già tanto diversi tra loro. Lui odia il sole, e quando è a spasso non dorme e si guarda intorno, con quegli enormi occhi azzurri; lei, da vera donnina, il sole lo adora, lei si prende tutte le coccole ed è già gelosa, e non sta mai ferma. I piccoli sono già a spasso, nel loro passeggino doppio, perchè i genitori sono organizzatissimi e, nello stesso tempo, determinati a non lasciarsi prendere dall'ansia. E' quindi la formazione completa che colpisce: genitori giovani e belli, che si godono i loro piccoli miracoli con il sorriso, con estrema serenità, tanto da far sembrare tutto semplice. Ieri una gita in montagna per raggiungerli, una lunga passeggiata tra la pineta e il piccolo centro affollato, tra i fiori, una bibita al bar e, più tardi, l'aperitivo.
Ti scopri, in giornate come questa, impalata ad ammirare con stupore il senso della felicità, diverso da quello che stai inseguendo tu. Non è confronto, ma è come se ti affacciassi ad una finestra aperta su un panorama nuovo, e te lo godi, lo respiri a pieni polmoni, socchiudendo appena gli occhi.
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