martedì 23 giugno 2009

Non è un mondo per donne?

Federica studia medicina. Deve iniziare il quinto anno, ha davanti a sè la scelta della specializzazione. L'ho vista per un buon numero di ore consecutive al seggio elettorale: io segretaria, lei scrutinatrice ma ottimo braccio destro. E' sveglia, intelligente e ha una carico di ottimismo e positività incredibili. Sempre sorridente, alle 7 del mattino come alle 22.

Federica fa più cose contemporaneamente. La consulto per ogni dubbio, lei mi ascolta, registra gli elettori, studia anatomia patologica e scherza, con me, con Sara, con il presidente. Per la specializzazione è indecisa tra cardiologia o chirurgia vascolare. Ci spiega la differenza, il nostro piccolo gruppo di lavoro è curioso.

Ce n'è uno, di svantaggio nello scegliere cardiologia, che è stato detto ed è rimasto lì, sospeso. Se sei donna è difficile. Mi trattengo dal fare una breve ricerca su internet, perchè so che scoprirei che è vero, che non ne esistono molte in Italia. E' una constatazione che mi è rimasta in testa, che potrei far generale: ci sono mestieri che resteranno sempre off limits per chi fa del lavoro una delle tante componenti di una vita ben più vasta, ben più ricca e spesso complicata come un puzzle di migliaia di pezzi. Dei mestieri appannaggio dell'uomo.

mercoledì 8 aprile 2009

L'informazione al servizio

Non sono d'accordo con chi dice: basta, non parliamone più. Parlarne, e tanto, è la sola cosa che può dare conforto.

Non possiamo lasciarli soli, nel loro dolore. Nel loro senso di impotenza. Nel loro non sapere che fare, non sapere dove andare, cosa mangiare e come vestirsi. Non sapere come mettere in moto la macchina senza benzina, come coprirsi meglio dal freddo della notte, cosa dire ai propri figli quando l'angoscia ti spreme lo stomaco. E in questo stato di impotenza il tempo si dilata, i pensieri si affollano.

No, meglio parlare. Con loro, di loro. Ascoltarli, aiutarli a buttare fuori quella paura. Pensare a loro, adesso come tra una settimana, tra un mese. Fare in modo che l'informazione sia veramente un servizio. Materiale e spirituale. Pensare a come ricostruire i sogni, con quale materia nuova.

giovedì 2 aprile 2009

Alla conquista del Parlamento Europeo

Ultimo giorno di marzo. Una splendida giornata a Bruxelles. Il sole splende sulla città, riflette sulle migliaia di finestroni del Parlamento Europeo, brilla come l'entusiasmo di un gruppo di giovani, italiano e greci, che sono qui che parlano del loro futuro, della loro occupazione e delle loro possibilità. Un programma lungo una giornata, diviso in più parti e organizzato da Antonio Panzeri, italiano, e Maria Matzouka, greca. Eurodeputati, dei socialisti europei, seconda forza politica in seno al Parlamento, dopo i Popolari. Un partito che parla 23 lingue diverse e che concretamente, in questo 31 di marzo, ha dato voce a questi ragazzi che vogliono, nonostante le difficoltà, pensare positivo.

La situazione lavorativa dei giovani greci sembra anche più tragica dei coetanei italiani. Sembra: loro parlano di "generazione 700€", ma noi abbiamo smesso di parlare di "1000" da qualche mese; loro contano un venti/trentenne disoccupato su 6; noi "solo" 1 su 5, e dobbiamo fare i conti con 375mila licenziati nei primi tre mesi di quest'anno. Per tutti, lo stesso interrogativo: come entrare nel modo del lavoro e rimanerci.

E' quindi l'accesso al lavoro il nostro vero cruccio: i più ottimisti parlano di mobilità creativa, ma molti di noi vogliono entrarci, dimostrare i propri skills, le proprie possibilità, le proprie abilità, e costruirsi, e proprio con creatività, una professione che sarà solo nostra.

Sono tornata con il volo della sera. Stanca, ma con un piccolo tesoro: la speranza. E la consolazione di aver incontrato persone che ammettono le colpe della loro generazione, che lavorano per dare sicurezza alla flessibilità e che ascoltano. Un particolare non da poco.

martedì 24 marzo 2009

Il treno dei desideri all'incontrario va

Era da anni che non prendeva un treno. Una dichiarazione che ha il sapore della nostalgia...

E' da anni che, quindi, non deve pensare che cosa significa prendere il treno al mattino e restare incastrato in un angolo in piedi, morendo di caldo in inverno, gocciolando quando piove, meglio quasi che sedersi su un sedile sudicio. O aspettare per l'ennesimo ritardo, o restare fermo tra una stazione e l'altra senza un perchè, avere istinti suicidi verso i controllori e cercare di calmarsi con una respirazione zen quando i convogli vengono cancellati all'ultimo minuto...

Viva la sincerità, mister President.

venerdì 6 marzo 2009

Precariamente in bilico

Una reception. Una postazione ideale: calda, computer con internet libero, la radio, massima libertà e tranquillità. Una zona magnifica, a lato del teatro La Scala, a due-passi-due dal Marchesino. Persone cordiali, gentilissime.
Ci sono dei lavori, delle situazioni, che ti riconciliano con il mondo. Peccato durino poco, pochissimo, lo spazio di pochi giorni, nel mio caso. E quando questa parentesi finisce torni ad immergerti nell'angoscia della ricerca.
Come al solito, mi sembra di rimanere incastrata in piani temporali sbagliati, in posti sbagliati. E la certezza che manchi sempre qualcosa. Non solo a livello intellettuale, ma anche...economico.
Si parla tanto di ammortizzatori sociali. Bene. Nessuno dice però come fare ad ottenerli. Che requisiti di miseria estrema bisogna avere. Quante code, per quato tempo, in quali uffici dai neon intermittenti visitare. Non si sa. Salvo poi scoprire che non si hanno abbastanza contributi, non si hanno i requisiti, non si è stati abbastanza tempestivi. E cara grazia che ci sono i genitori.

martedì 3 marzo 2009

Samu for President!

Samuele è mio cugino. Ha avuto un'idea geniale: su facebook, dove tutti si fanno gli affari di tutti, ha pubblicato un gruppo semplicissimo, ma cui finora nessuno era arrivato: che cosa pensi di me. Lui vuole sapere cosa pensano di lui i suoi amici, vicini e lontani. Una cosa che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo desiderato. E questo è quello che ho scritto io.

Il Samu non ha mai avuto mezze misure. E per la cugina che, invece, passa la sua vita di relazione (non solo di coppia, ma in generale) a limare, mediare, mettere d'accordo, arruffianare, declinare il grigio nelle sue immense sfumature...la sue decisione, beh, le ha sempre fatto un po' di invidia.

Chiaro e lampante fin da quando era bambino: sorriso aperto, sguardo da furbetto, tenacia incredibile e un'instancabile voglia di giocare a calcio. Si faceva le radiocronache da solo, con tanto di commento tecnico. E allora non si usava ancora. Un precursore dei tempi televisivi.

Ha sempre avuto le sue idee. O quelle o niente, bello testardo. Ma ha sempre tenuto ad esporle, spiegarle, mostrarle sotto vari punti di vista. Ma non per convincere gli scettici: non gli interessa. Ma perchè è un oratore nato e, per questo, il suo mestiere gli calza a pennello.

Infine, c'è una dote insuperabile in questo ragazzo. Ama, molto, profondamente, e non da ultimo allegramente.