In questi giorni il mio ritorno a casa dal lavoro coincide con quella fase dell'imbrunire che trasforma il mondo, preparandolo alla notte. La fortuna è quella di percorrere, in circa trenta minuti, una strada con molta campagna intorno, campi coltivati e confini delimitati dalla tipica vegetazione padana, uno spazio incredibilmente aperto e quasi immutato insolito per questa parte di Lombardia così densa di presenza umana.
E il cielo si prende tutto. E' ancora chiaro, quando parto, spesso con un fondo azzurrino e striature rosa, e poi tutto questo muta lentamente nella gamma del giallo e dell'arancio. Si prende gran parte della mia attenzione, questo cielo, costringendomi spesso a riportare l'attenzione alla guida, per cui lascio che l'auto scivoli nel traffico serale senza strappi e con dolcezza, per dar più spazio possibile alla vista.
Le figure non hanno più colore. Sono come quei fogli bianchi che, da bambini, riempivamo con decisione di pastelli a cera per poi ricoprirli con il colore nero e andare poi, con una punta, di nuovo a scoprire i colori sottostanti. Ora case, alberi, siepi sono tutti ritagliati così, sul cartone del cielo che muta e si infiamma e si raffedda pian piano, con le montagne al mio margine destro, azzurrine nella parte di cielo già indaco.
Ti ritrovi a fare il piccolo direttore della fotografia e immaginare inquadrature da film in punti in cui non potresti fermare l'auto nemmeno un istante per una foto. Persino una cascina, un campanile o un cavalcavia aggiungono un plus di stupore a quello cui stai assistendo. Ti trovi a cogliere i piccoli particolare, su questo sfondo nero: una finestra buia, ma coi il vetro che riflette il cielo, i nuovi lampioni a led che sembrano piccolissimi soffioni di luce magrittiana, gli stop delle auto davanti a te che si accendono di rosso tutti insieme al primo rallentamento.
E di colpo, come una rivelazione, tutto sembra più pulito. Lo spettacolo della natura che si muove hai il potere di liberare spazio anche nella testa. Non siamo noi i protagonisti, sussurra sottovoce il cielo. Noi siamo quelli neri, cesellati finemente, sì, ma sullo sfondo, in basso. Basterebbe questo per suggerire ad ognuno di noi che non siamo al centro di niente.
Nonostante tutto, questo cielo, e questa luna in particolare che da pallida si fa sempre più brillante, tornerà a manifestarsi ancora, portando colore sui neri delle nostre vite.
1 commento:
La bellezza.
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